Giugno 24, 2024

Saturno Buttò

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La figura umana, che nella poetica di Saturno Butto’ e’ costantemente rappresentata come sacra, viene indagata nei suoi aspetti di decadenza fisica e psicologica, talora attraverso la presenza di strumenti e apparati medici, che da un lato comunicano il senso del dolore umano e delle afflizioni del corpo, dall’altro tradiscono l’utopistica, piu’ che mai attuale, volontà di sconfiggere la morte e l’ineluttabile condizione di caducità fisica.

Cosi’ una parata di splendide fanciulle consacrate da un’aura dorata, la stessa delle icone bizantine, brillano di una fisicità pienamente terrena e sensuale, ma sono avvolte da un misterioso fascino demoniaco, come votate in purezza alla distruzione e al disfacimento.

Nato a Portogruaro nel 1957, Saturno Butto’ studia al Liceo Artistico e all’ Accademia di Belle Arti di Venezia, diplomandosi nel 1980.  

La sua opera e’ caratterizzata da una personalissima interpretazione formale dell’arte sacra europea e da una perizia tecnica impeccabile, che ricorda quella dei grandi maestri della nostra tradizione pittorica.  

In continuo conflitto tra erotismo e dolore, trasgressione ed estasi, i pregiati dipinti su legno di Butto’ sviscerano la visione intransigente e contraddittoria dell’iconografia religiosa occidentale nei confronti del corpo, da un lato esibito come oggetto di culto, dall’altro negato nella sua valenza di purissima bellezza erotica. Ne scaturisce un’affascinante tensione che esalta innanzitutto la figura umana, che nella sua opera e’ da sempre al centro della scena.

Butto’, dopo più di un decennio trascorso nel proprio studio  a perfezionare la tecnica ad olio, inizia la sua carriera espositiva nel 1993, anno in cui viene pubblicata anche la sua prima monografia: ”Ritratti da Saturno: 1989-1992”.

Da allora seguono numerose esposizioni personali in Europa e negli Stati Uniti. Successivamente ha pubblicato altri quattro cataloghi monografici: ”Opere 1993-1999” e  “ Martyrologium ” (2007) e “Saturnicore (2013) e “Breviarium Humanae Redemptionis” (opere dal 2007 al 2014) L’artista vive e lavora a Bibione in provincia di Venezia.

“Io ritraggo persone. Mi interesso dell’identità e delle implicazioni psicologiche. 

Non mi preoccupo della reazione che il pubblico ha davanti alle mie opere.

Lavoro per me stesso e un fine catartico non lo escluderei. 

Dipingendo cerco qualche cosa che mi emozioni e che soddisfi le mie curiosità: sono attratto da quello che non conosco, spesso dal lato negativo della psicologia umana”, in perfetto accordo con quanto sosteneva Geoffrey Hartman: “La grande arte è sempre scortata dalle sue due oscure sorelle, l’empietà e la pornografia”.

Saturno Buttò.