Pittrice, musa e interprete di un universo sospeso tra Firenze, letteratura e bellezza: la donna che trasformò Dante e il Rinascimento italiano in immagini di silenziosa contemplazione
Nel grande racconto del Preraffaellismo esistono figure che per molto tempo sono rimaste ai margini della narrazione ufficiale.
Donne ricordate come modelle.
Muse.
Compagne di artisti.
Presenze nei salotti culturali.
Eppure alcune di loro furono molto di più.
Marie Spartali Stillman fu una vera artista.
E oggi appare sempre più chiaramente come una delle personalità più raffinate della seconda generazione preraffaellita.
Nata a Londra nel 1844 in una famiglia greca benestante, ricevette un’educazione insolitamente ampia per una giovane donna dell’epoca, studiando lingue, filosofia, storia e musica. Attraverso l’ambiente culturale londinese entrò in contatto con figure come George Frederic Watts, Dante Gabriel Rossetti, Alfred Tennyson e Julia Margaret Cameron. Nel 1864 iniziò inoltre a studiare pittura con Ford Madox Brown.
È un punto decisivo.
Marie non entra nell’arte semplicemente come volto da ritrarre.
Entra come autrice.
Una donna dentro il mondo preraffaellita
La bellezza di Marie Spartali era celebre.
Fu ritratta e ammirata.
Ma limitarsi a questo significa commettere lo stesso errore che per molto tempo ha condizionato la lettura di numerose artiste dell’Ottocento.
La sua importanza non sta nell’essere stata osservata.
Sta nell’aver osservato a sua volta il mondo e averlo trasformato in pittura.
Dal 1867 fu vicina alla cerchia di Rossetti e progressivamente ampliò i propri temi: dal ritratto e dalla mitologia greca arrivò a Shakespeare, Dante Alighieri e Boccaccio.
Ed è proprio qui che il suo linguaggio diventa particolarmente interessante per Ars Magistris.
Dante
Dante rappresenta uno dei grandi fili invisibili della cultura preraffaellita.
Non soltanto il Dante della Divina Commedia.
Anche il Dante della Vita Nova.
Il poeta di Beatrice.
Dell’amore che supera la semplice relazione terrena.
Della donna che diventa immagine capace di condurre l’uomo verso una dimensione superiore.
Rossetti aveva costruito attorno a Dante una parte essenziale della propria identità poetica.
Marie Spartali Stillman entra nello stesso universo, ma con una voce diversa.
Più raccolta.
Più lirica.
Forse perfino più intima.
Beatrice
La figura di Beatrice assume nella cultura ottocentesca una forza straordinaria.
Non è semplicemente la donna amata da Dante.
Diventa archetipo.
Bellezza.
Memoria.
Presenza spirituale.
Distanza.
Nella pittura di Spartali Stillman questa dimensione appare particolarmente naturale.
Le donne sembrano spesso essere presenti fisicamente e, nello stesso tempo, appartenere a un luogo interiore.
Il corpo rimane.
Ma lo sguardo conduce altrove.
The Meeting of Dante and Beatrice on All Saints’ Day
Tra le opere documentate della pittrice compare The Meeting of Dante and Beatrice on All Saints’ Day, realizzata nel 1881 durante gli anni trascorsi a Firenze. Il Delaware Art Museum ricorda quest’opera tra quelle significative prodotte nel periodo fiorentino.
Il soggetto è perfetto per comprendere il suo mondo.
Dante.
Beatrice.
Firenze.
Amore.
Memoria.
Spiritualità.
Tutti elementi che appartengono tanto alla cultura medievale quanto alla sua reinterpretazione ottocentesca.
Firenze
Marie Spartali sposò nel 1871 William James Stillman, giornalista e fondatore della rivista d’arte americana The Crayon. La coppia visse a Firenze dal 1878 al 1883, periodo considerato particolarmente fertile nella maturazione dell’artista, e successivamente a Roma dal 1889 al 1896.
L’Italia non fu quindi semplicemente un luogo visitato.
Fu esperienza quotidiana.
Paesaggio.
Architettura.
Storia.
Memoria culturale.
La Firenze di Dante non era più soltanto letteratura.
Era uno spazio fisico nel quale vivere.

Il Rinascimento come atmosfera
Le sue opere non sono copie della pittura rinascimentale.
La relazione è più sottile.
È fatta di:
profili,
architetture,
giardini,
abiti,
figure raccolte,
gesti misurati.
Il Rinascimento viene trasformato in atmosfera.
Esattamente come il Medioevo dei Preraffaelliti non è mai una ricostruzione archeologica perfetta, anche l’Italia di Spartali Stillman è un luogo dell’immaginazione.
Love’s Messenger
Una delle sue opere più note è Love’s Messenger, del 1885, oggi conservata al Delaware Art Museum.
L’opera combina acquerello, tempera e pittura dorata su carta. Il museo la considera uno dei punti di rilievo della propria importante collezione preraffaellita.
Il titolo dice già moltissimo.
Il messaggero dell’amore.
Qualcosa arriva.
Forse una lettera.
Un pensiero.
Una presenza.
L’amore non viene necessariamente mostrato come incontro.
Può esistere nella distanza.
L’amore attraverso l’assenza
È una delle caratteristiche più affascinanti della sensibilità preraffaellita.
Il sentimento diventa spesso più intenso quando ciò che desideriamo non è presente.
Una lettera.
Un fiore.
Un ricordo.
Un’attesa.
L’assenza genera immaginazione.
E l’immaginazione genera immagine.
La donna che pensa
Nella pittura di Marie Spartali Stillman la donna non è soltanto contemplata.
È spesso immersa nel proprio pensiero.
Questo cambia completamente la relazione con lo spettatore.
Non siamo davanti a un oggetto.
Siamo davanti a una coscienza.
La figura possiede un mondo che non ci viene interamente consegnato.

Il silenzio
Il silenzio è uno dei grandi materiali invisibili della sua arte.
Le scene raramente hanno bisogno di movimento spettacolare.
Una donna può essere seduta.
Leggere.
Aspettare.
Guardare.
Ed è sufficiente.
Il silenzio diventa densità.
I fiori
Come nella grande tradizione preraffaellita, anche i fiori assumono un’importanza particolare.
Non sono semplice decorazione.
Possono suggerire:
stagione,
fragilità,
amore,
purezza,
memoria,
trascorrere del tempo.
Il linguaggio floreale ottocentesco permetteva inoltre associazioni simboliche che il pubblico dell’epoca poteva comprendere con maggiore immediatezza rispetto a quello contemporaneo.
Il giardino
Il giardino è il luogo perfetto per questa pittura.
È natura.
Ma natura trasformata dall’uomo.
È ordine e crescita.
Libertà e disciplina.
Uno spazio intermedio tra mondo selvaggio e architettura.
Proprio come molte figure della pittrice sembrano esistere tra realtà e poesia.
L’oro
L’impiego dell’oro in alcune opere avvicina ulteriormente la pittura a una sensibilità medievale.
L’oro non è soltanto colore.
Nella tradizione dell’icona e della miniatura indica spesso una luce differente da quella naturale.
Uno spazio non completamente terreno.
La formazione con Ford Madox Brown
L’apprendistato con Ford Madox Brown fu fondamentale.
Brown era un pittore estremamente rigoroso.
Attento alla figura.
Alla costruzione.
Alla storia.
Alla luce.
L’educazione ricevuta da lui fornì a Marie Spartali una base professionale che le permise di superare il ruolo dilettantesco al quale molte donne della sua posizione sociale erano destinate. Il Delaware Art Museum registra l’inizio di questo apprendistato nel 1864.
Una scelta professionale
Questo aspetto è importante.
Per una donna benestante dell’Ottocento dipingere poteva essere considerato un passatempo elegante.
Diventare pittrice professionista era un’altra cosa.
Significava esporre.
Vendere.
Affrontare la critica.
Costruire una carriera.
Marie scelse precisamente questa seconda strada.
Contro le aspettative
La sua stessa famiglia inizialmente mostrò resistenze verso l’idea di una carriera artistica professionale.
Anche il matrimonio con William Stillman fu celebrato nonostante una forte opposizione familiare. In seguito il lavoro della pittrice ebbe anche importanza economica concreta per la famiglia.
Questo elemento modifica radicalmente l’immagine romantica della “musa preraffaellita”.
Marie lavorava.
Produceva.
Esponeva.
Vendeva.

L’artista e il mercato
È un aspetto che spesso viene eliminato quando raccontiamo gli artisti del passato.
Ma la pittura è anche professione.
E il successo non consiste soltanto nell’essere celebrati postumi.
Significa riuscire a sostenere una pratica artistica nel proprio tempo.
Spartali Stillman lo fece per decenni.
Tra Europa e America
La sua vicenda possiede inoltre una dimensione internazionale.
Inghilterra.
Italia.
Stati Uniti.
Continuò a esporre anche a New York e Boston fino agli ultimi anni della propria vita.
Questo la rende una figura particolarmente interessante nella circolazione internazionale dell’immaginario preraffaellita.
Il Preraffaellismo attraversa l’Atlantico
Il movimento nasce in Gran Bretagna.
Ma le sue immagini viaggiano.
Collezionisti americani acquistano opere.
Musei costruiscono collezioni.
Il Delaware Art Museum conserva oggi quella che definisce la principale collezione di arte preraffaellita al di fuori del Regno Unito.
E Marie Spartali Stillman occupa un posto importante in questa storia.
La pittrice e la modella
La sua doppia posizione rimane comunque affascinante.
Fu contemporaneamente artista e soggetto artistico.
Conosceva quindi entrambe le parti dello sguardo.
Essere osservata.
E osservare.
Essere trasformata in immagine da altri.
E trasformare altri in immagine.

Chi possiede l’immagine?
Questa domanda è sorprendentemente moderna.
Una donna ritratta da un artista appartiene alla visione dell’artista.
Ma quando quella stessa donna prende il pennello, produce una propria visione.
L’oggetto dello sguardo diventa soggetto.
Una diversa sensibilità femminile?
Bisogna evitare semplificazioni.
Non esiste un solo “sguardo femminile”.
Ogni artista è differente.
Ma certamente l’esperienza biografica di Marie produce una prospettiva diversa da quella dei colleghi uomini.
Le sue donne possiedono spesso una particolare interiorità.
Non sembrano costruite esclusivamente per il desiderio di chi guarda.
La bellezza senza esibizione
È una bellezza contenuta.
Nobile.
Meditativa.
Può essere sensuale.
Ma raramente aggressivamente seduttiva.
Questa misura costituisce una parte fondamentale della sua poetica.
Dante e Boccaccio
Il passaggio dai soggetti mitologici e shakespeariani ai temi tratti da Dante e Boccaccio testimonia la profondità della sua relazione con la letteratura italiana.
Ancora una volta pittura e parola diventano inseparabili.
Il testo genera l’immagine.
L’immagine restituisce una nuova interpretazione del testo.
Il quadro non illustra soltanto
È una distinzione importante.
Una grande pittura letteraria non deve necessariamente “illustrare” ciò che lo scrittore ha già detto.
Deve produrre qualcosa di nuovo.
Un’atmosfera.
Un volto.
Un momento.
Una possibilità.
Il tempo sospeso
Spartali Stillman sceglie spesso momenti nei quali l’azione sembra rallentare.
Prima.
Dopo.
Durante un’attesa.
Sono i momenti più difficili da dipingere.
Perché non possono affidarsi all’azione spettacolare.
Devono vivere attraverso l’atmosfera.
La memoria
Queste immagini sembrano spesso ricordi.
Anche quando rappresentano una scena letteraria.
Non sembrano avvenire davanti a noi.
Sembrano essere già accadute.
È una delle qualità più poetiche della sua pittura.
Beatrice e la distanza
La relazione tra Dante e Beatrice è fondata anche sulla distanza.
Una presenza vista.
Perduta.
Ricordata.
Idealizzata.
È quindi un soggetto perfetto per una pittrice capace di costruire immagini della memoria.
Il volto femminile come spazio spirituale
La grande tradizione stilnovista aveva trasformato il volto della donna in possibilità di elevazione.
Secoli dopo, la cultura preraffaellita riprende indirettamente questa trasformazione.
Non nella stessa forma teologica.
Ma attraverso una nuova sacralizzazione della bellezza.
La donna può diventare:
poesia,
simbolo,
presenza,
memoria.
Una sorprendente consonanza con il Neo Stilnovismo
È proprio qui che Marie Spartali Stillman diventa particolarmente interessante per il percorso editoriale di Ars Magistris.
Non perché debba essere retroattivamente definita “neo stilnovista”.
Sarebbe storicamente scorretto.
Ma perché permette di comprendere come alcune domande possano attraversare secoli differenti.
Che cosa può rappresentare la donna?
La bellezza può essere conoscenza?
La figura può condurre oltre la propria apparenza?
L’amore può diventare immagine spirituale?
Sono interrogativi che appartengono già allo Stilnovo e che ritornano, sotto altre forme, nella pittura ottocentesca.
La bellezza come pensiero
Marie Spartali Stillman dimostra che la bellezza figurativa non deve necessariamente essere superficiale.
Può contenere pensiero.
Letteratura.
Storia.
Spiritualità.
Esperienza personale.
È proprio questa stratificazione che rende ancora attuale la sua pittura.
Un’artista da restituire alla storia
Per troppo tempo molte artiste sono state ricordate soltanto attraverso gli uomini che le circondavano.
“Modella di.”
“Moglie di.”
“Amica di.”
“Figlia di.”
Marie Spartali Stillman merita una frase diversa.
Pittrice.
È sufficiente.
Una produzione lunga
Continuò a dipingere ed esporre per molti anni, fino a una fase avanzata della propria vita. Morì nel 1927. em
La sua carriera attraversa quindi un periodo lunghissimo.
Dalla piena età vittoriana al mondo del Novecento.
Mentre l’arte cambiava
Durante la sua vita nacquero:
Impressionismo,
Post-Impressionismo,
Simbolismo,
Cubismo,
Futurismo,
Astrattismo.
Il mondo dell’arte venne rivoluzionato.
Eppure il suo linguaggio continuò a custodire la relazione tra figura, poesia e memoria.
Conservare non significa ripetere
Questa è una distinzione fondamentale.
La continuità può essere creativa.
Un artista può mantenere fede a una visione senza diventare copia del passato.
Spartali Stillman interpreta il linguaggio preraffaellita attraverso la propria biografia.
L’Italia vissuta
Forse proprio qui sta la differenza.
Per molti artisti britannici l’Italia era un viaggio.
Per lei divenne anche casa.
Firenze.
Roma.
Questa esperienza rende il rapporto con la cultura italiana meno turistico e più profondo.
Il Mediterraneo dentro il Preraffaellismo
Anche le sue origini familiari greche aggiungono un ulteriore livello.
Il mondo mediterraneo non è completamente esterno alla sua identità.
Grecia.
Italia.
Inghilterra.
Tre universi culturali si incontrano nella stessa figura.
Un’identità europea
In questo senso Marie Spartali Stillman appare sorprendentemente moderna.
Non facilmente confinabile dentro una sola identità nazionale.
La sua arte nasce da attraversamenti.
Ed è proprio questa contaminazione a renderla preziosa.
Perché Ars Magistris deve raccontarla
Perché rappresenta esattamente il tipo di artista che una rivista culturale dovrebbe recuperare.
Importante.
Raffinata.
Documentata.
Storicamente significativa.
Ma ancora meno conosciuta dal grande pubblico rispetto a Rossetti, Millais o Waterhouse.
Raccontarla significa non limitarsi ai nomi più ovvi.
Un’altra storia del Preraffaellismo
Attraverso Marie possiamo inoltre raccontare il movimento da una prospettiva differente.
Non soltanto la Brotherhood del 1848.
Ma la sua eredità.
Le donne.
Le seconde generazioni.
I rapporti internazionali.
Il collezionismo americano.
L’Italia.
Una pittura che sussurra
Forse questa è la sua qualità più bella.
Non grida.
Non cerca effetti spettacolari.
Sussurra.
Una figura.
Una lettera.
Un fiore.
Un giardino.
Un ricordo di Dante.
E improvvisamente l’immagine sembra aprire un tempo diverso.
Marie Spartali Stillman trasformò il Preraffaellismo in una poesia della memoria: tra Dante, Beatrice e l’Italia rinascimentale, le sue donne non sono semplicemente figure da contemplare, ma presenze interiori capaci di abitare il confine tra bellezza, letteratura e spirito.


