La Fondazione Carmelo Fabio D’Antoni riconosce nell’opera del maestro romano una ricerca coerente con i principi simbolici, spirituali e figurativi del Neo Stilnovismo Pittorico
Ci sono artisti il cui linguaggio nasce dalla semplice osservazione del mondo, e altri che sembrano invece attraversare la realtà per cercarne un significato più profondo.
Claudio Giulianelli appartiene a questa seconda categoria.
La sua pittura è costruita su simboli, allegorie, figure femminili, atmosfere rinascimentali, richiami medievali, suggestioni dantesche e una costante tensione verso ciò che si trova oltre la superficie visibile.
È proprio in questa dimensione che la Fondazione Carmelo Fabio D’Antoni – Centro Internazionale per il Neo Stilnovismo Pittorico ha individuato una particolare consonanza con la propria ricerca, conferendo ufficialmente al maestro Claudio Giulianelli il riconoscimento di Artista Neo Stilnovista Ermetico.
Non si tratta di una semplice definizione stilistica.
È il riconoscimento di una poetica.
Di un percorso.
Di una visione dell’arte intesa come linguaggio simbolico e come strumento capace di mettere in relazione figura, memoria, spiritualità e conoscenza.

Un artista tra realtà, simbolo e mistero
La ricerca di Giulianelli si muove da tempo in un territorio complesso.
La critica ha evidenziato nella sua pittura la fusione tra realtà e misticismo, simbolismo e surrealismo, memoria storica e libertà espressiva. Il suo stesso sito raccoglie contributi critici che sottolineano come le opere siano costruite per essere lette oltre il dato immediatamente visibile.
Le figure sembrano appartenere a un mondo riconoscibile e contemporaneamente impossibile.
Una donna.
Un arco.
Una flûte.
Una bolla.
Il sole.
La luna.
Un alambicco.
Un paesaggio.
Elementi apparentemente semplici che diventano parti di una grammatica personale.
La tela non viene quindi concepita come superficie decorativa.
Diventa spazio da decifrare.
Perché “Ermetico”
Il termine Ermetico assume in questo riconoscimento un valore preciso.
Non significa oscurità gratuita.
Non significa chiusura.
Indica piuttosto una pittura che custodisce più livelli di lettura.
Il simbolo non viene utilizzato per spiegare tutto.
Fa esattamente il contrario.
Apre.
Moltiplica.
Suggerisce.
L’opera chiede allo spettatore di partecipare.
Di interrogarsi.
Di stabilire relazioni.
In Giulianelli l’immagine non consegna una risposta definitiva.
Lascia uno spazio interpretativo.
Ed è proprio questo spazio che rende coerente la sua ricerca con una declinazione ermetica del Neo Stilnovismo.
La donna come presenza centrale
Uno degli elementi più evidenti dell’opera di Giulianelli è la centralità della figura femminile.
La critica François L. Speranza ha letto questa presenza in rapporto alla Beatrice dantesca, sottolineando la dimensione rinascimentale, filosofica e simbolica della sua pittura. Nelle sue tele la donna viene spesso collocata in primo piano, davanti a paesaggi idealizzati, entro architetture che rimandano alla memoria del Rinascimento.
È un elemento fondamentale.
Perché la donna non è trattata soltanto come soggetto.
È mediatrice.
Figura di passaggio.
Presenza attraverso cui natura e dimensione interiore possono incontrarsi.
Questa concezione entra in dialogo con uno dei nuclei più profondi del Neo Stilnovismo Pittorico: la figura femminile come presenza morale, spirituale e simbolica, non ridotta alla pura apparenza.
Beatrice come matrice poetica
Nel percorso critico dedicato a Giulianelli viene esplicitamente richiamata la figura di Beatrice, interpretata come matrice della donna nelle sue opere e come veicolo spirituale tra l’essere umano e una dimensione superiore.
È un punto di contatto particolarmente significativo.
Beatrice non appartiene soltanto a Dante.
È diventata nei secoli un archetipo.
La donna che conduce.
La donna che illumina.
La donna attraverso cui l’uomo comprende qualcosa di se stesso.
Nella pittura di Giulianelli questo archetipo viene trasformato.
Non viene illustrato letteralmente.
Viene assorbito.
Diventa atmosfera.
Volto.
Gestualità.
Silenzio.

Un Medioevo interiore
Anche il rapporto di Giulianelli con il Medioevo è profondamente personale.
La critica Emanuela Catalano ha sottolineato come il pittore sia stato attratto fin da giovanissimo dal mondo figurativo di Hieronymus Bosch e, successivamente, dall’arte medievale e rinascimentale europea. Le sue opere vengono descritte come narrazioni costruite attraverso simboli, dame, giullari, burattini, flauti, turbanti e paesaggi sospesi.
Ma non si tratta di ricostruzione storica.
Il suo Medioevo non è archeologia.
È memoria.
Visione.
Metafora.
Gli elementi del passato vengono utilizzati per parlare del presente.
Dell’uomo.
Della fragilità.
Della natura.
Del rapporto tra materia e spirito.
Hieronymus Bosch come origine di uno sguardo
Il rapporto con Hieronymus Bosch occupa un posto importante nel percorso di Giulianelli.
Secondo il racconto critico pubblicato sul suo sito, l’incontro con una riproduzione di Bosch durante l’infanzia rappresentò uno dei primi momenti decisivi nella formazione del suo immaginario.
Bosch rappresenta una lezione fondamentale:
l’immagine può raccontare più cose contemporaneamente.
Può essere figurativa e simbolica.
Può attrarre e inquietare.
Può essere leggibile e misteriosa.
Giulianelli raccoglie questa possibilità e la rielabora secondo una sensibilità personale.
Caravaggio, pittura fiamminga e Rinascimento
La sua formazione visiva attraversa anche Caravaggio, i fiamminghi, la pittura rinascimentale e la cultura italiana antica.
Il suo sito ricorda l’interesse per Caravaggio e per la pittura fiamminga, insieme a una frequentazione costante di musei e grandi maestri.
Questi riferimenti non diventano citazioni passive.
Sono strumenti.
La storia dell’arte diventa un deposito dal quale l’artista può estrarre forme, colori, soluzioni e archetipi per costruire una lingua contemporanea.
Il simbolo della flûte
Tra gli elementi ricorrenti della pittura di Giulianelli compare la flûte.
La critica l’ha interpretata come simbolo di armonia, fragilità ed equilibrio interiore. In relazione alla tradizione rinascimentale e mistica, lo strumento può assumere valori connessi alla musica, alla natura e alla dimensione spirituale.
La sua presenza ricorrente la trasforma quasi in una firma iconografica.
Non soltanto oggetto.
Segno.
La bolla di sapone
Un altro simbolo fondamentale è la bolla.
La sua leggerezza contiene una contraddizione.
È bellissima.
Perfetta.
Luminosa.
Ma destinata a scomparire.
Per questo viene letta come immagine della fragilità dell’esistenza e dell’illusione.
È un simbolo profondamente ermetico.
Perché non ha bisogno di spiegazioni complesse.
Una bolla contiene già una filosofia.
Nasce.
Fluttua.
Brilla.
Scompare.
Sole e luna
Nella pittura di Giulianelli compaiono anche simboli cosmici come sole e luna.
La critica li ha messi in relazione con maschile e femminile, potere e ciclicità, vita ed eterno ritorno.
Ancora una volta il linguaggio è semplice.
Due corpi celesti.
Ma il significato può espandersi.
L’opera si apre a una dimensione cosmologica.
L’alambicco e l’alchimia
L’alambicco rappresenta un altro elemento decisivo.
Nella lettura critica pubblicata sul sito dell’artista esso viene connesso alla natura, ai cicli, alla trasformazione e all’immaginario alchemico.
L’alchimia è particolarmente significativa.
Perché l’arte stessa può essere pensata come trasformazione.
Pigmento in immagine.
Materia in simbolo.
Esperienza in visione.
L’artista opera proprio questa trasmutazione.
Il valore della formazione scientifica
Giulianelli ha anche una formazione scientifica legata alla chimica.
Questo elemento rende ancora più interessante il rapporto con il colore.
La materia pittorica non è soltanto intuizione.
Possiede anche una dimensione tecnica.
La critica ha messo in relazione la sua formazione con l’attenzione cromatica e con la concezione alchemica della pittura.
È un punto raro e affascinante.
Scienza e simbolo non vengono percepiti come opposti.
Possono convivere.
Arte come conoscenza
Qui emerge uno dei motivi principali che rendono Giulianelli affine alla ricerca neo stilnovista.
L’arte non viene concepita come produzione di immagini gradevoli.
È strumento di conoscenza.
Il simbolo obbliga a pensare.
La figura invita alla contemplazione.
La bellezza apre la porta.
Ma dietro la porta esiste una domanda.
Il Neo Stilnovismo Ermetico
La definizione di Artista Neo Stilnovista Ermetico nasce proprio da questa struttura.
Il Neo Stilnovismo Pittorico non può essere ridotto a una formula estetica unica.
È una ricerca più ampia fondata su:
bellezza,
figura,
simbolo,
spiritualità,
memoria,
responsabilità dell’immagine.
All’interno di questo sistema possono esistere declinazioni differenti.
Quella di Giulianelli si definisce ermetica perché il suo linguaggio procede per segni, allegorie e significati stratificati.

Non imitazione, ma consonanza
È importante chiarire un punto.
L’ingresso di un artista in una corrente non significa cancellarne l’identità.
Claudio Giulianelli conserva il proprio linguaggio.
La propria storia.
I propri simboli.
La propria autonomia.
Il riconoscimento nasce dalla consonanza tra quella ricerca e alcuni principi fondamentali del Neo Stilnovismo.
Non dall’imitazione del fondatore.
Questa distinzione è essenziale.
Una corrente viva non produce copie.
Produce dialoghi.
L’artista come interprete
Giulianelli entra quindi nel Neo Stilnovismo non come semplice aderente formale, ma come interprete di una declinazione specifica.
La sua pittura rappresenta il versante ermetico.
Più simbolico.
Più allegorico.
Più vicino alla lettura filosofica dell’immagine.
È proprio questa specificità a giustificare la denominazione.
Un riconoscimento ufficiale
Il titolo attribuito dalla Fondazione assume valore all’interno del percorso istituzionale di costruzione e definizione del Neo Stilnovismo Pittorico.
Il riconoscimento individua Giulianelli come artista la cui ricerca è stata valutata coerente con la linea culturale e teorica del movimento.
Non si tratta quindi di una generica vicinanza estetica.
È un inquadramento preciso.
Claudio Giulianelli – Artista Neo Stilnovista Ermetico.
Una corrente che si articola
Questo passaggio è importante anche per comprendere l’evoluzione stessa del Neo Stilnovismo.
Una corrente diventa culturalmente interessante quando è capace di generare articolazioni.
Interpretazioni.
Differenze.
Voci.
La forza non consiste nell’uniformità.
Consiste nella capacità di riconoscere una radice comune dentro linguaggi differenti.
La radice comune
Nel caso di Giulianelli questa radice può essere individuata in alcuni elementi evidenti:
la centralità della figura;
il valore simbolico della donna;
il rapporto con Dante e Beatrice;
la memoria medievale e rinascimentale;
la dimensione spirituale;
la presenza dell’allegoria;
la ricerca della bellezza;
la volontà di superare la superficialità dell’immagine.
Sono elementi che stabiliscono un terreno comune molto forte.
Una pittura da leggere
Le opere di Giulianelli richiedono tempo.
È una qualità sempre più rara.
L’immagine contemporanea viene spesso consumata rapidamente.
La pittura simbolica funziona diversamente.
Deve essere letta.
Il primo sguardo riconosce la figura.
Il secondo individua il simbolo.
Il terzo comincia a collegare.
L’opera cresce durante l’osservazione.
Il valore dell’ambiguità
L’ambiguità non è necessariamente debolezza.
Può essere ricchezza.
Una figura che non si spiega completamente continua a vivere.
Un simbolo che possiede una sola interpretazione rischia di esaurirsi.
Giulianelli costruisce invece un sistema aperto.
Pittura come domanda
Questo è forse il carattere più ermetico del suo lavoro.
L’opera non dice:
“questo significa questo”.
Chiede:
“che cosa significa per te?”
È un rapporto diverso con lo spettatore.
Non passivo.
Partecipativo.
Le Dame
Le Dame costituiscono uno dei nuclei più riconoscibili della sua produzione.
La critica le descrive come figure immerse in una natura luminosa e sospesa, portatrici di simboli e racconti senza parole.
Il termine stesso “Dama” contiene qualcosa.
Non semplicemente donna.
Una figura che appartiene a un tempo altro.
Cortese.
Medievale.
Rinascimentale.
Poetico.
Un femminile simbolico
Queste figure possono essere lette come personaggi.
Ma anche come principi.
Natura.
Memoria.
Sapienza.
Bellezza.
Mistero.
Il femminile diventa categoria simbolica.

Il burattino senza fili
Tra i simboli più interessanti compaiono anche i burattini senza fili.
La critica li legge in relazione all’universo maschile e al rapporto con le misteriose figure femminili presenti nelle opere.
È un’immagine potentissima.
Il burattino normalmente è controllato da fili.
Qui i fili mancano.
È libero?
Oppure ha perso la guida?
La domanda resta aperta.
Fantasia e rigore
In una delle descrizioni critiche vengono ricordate due marionette associate simbolicamente a Fantasia e Rigueur.
È quasi una dichiarazione poetica.
L’arte vive proprio tra questi due estremi.
Fantasia senza rigore può dissolversi.
Rigore senza fantasia può diventare sterile.
L’opera nasce dall’equilibrio.
Un principio perfettamente contemporaneo
Questo equilibrio è ancora più importante oggi.
Viviamo in un sistema visuale nel quale produrre immagini è diventato facilissimo.
Ma creare un linguaggio rimane difficile.
Il linguaggio richiede coerenza.
Metodo.
Scelta.
Giulianelli ha costruito nel tempo un repertorio riconoscibile.
Il valore della riconoscibilità
Una corrente artistica non ha bisogno soltanto di bravi pittori.
Ha bisogno di personalità.
Un artista deve essere riconoscibile.
Non perché ripeta sempre la stessa immagine.
Ma perché possiede una grammatica.
Giulianelli possiede questa grammatica.
Un percorso internazionale
Il sito dell’artista documenta inoltre esposizioni e presenze internazionali, con riferimenti a Stati Uniti, Regno Unito, Cina, Svezia, Italia e altre realtà, oltre a opere religiose presenti in sedi legate al Vaticano e in chiese in Austria e Italia.
Questo percorso contribuisce a definire una figura artistica già strutturata e con una propria storia espositiva.
Il riconoscimento non crea l’artista
Questo è un punto importante.
Il riconoscimento della Fondazione non “crea” Claudio Giulianelli.
L’artista esiste già.
Possiede una carriera.
Una poetica.
Una critica.
Una storia.
Il riconoscimento interviene successivamente.
Legge quel percorso.
Lo colloca.
Ne individua una consonanza.
Il valore istituzionale della selezione
Proprio per questo il processo di selezione acquista significato.
Una corrente non dovrebbe accogliere indiscriminatamente.
Deve riconoscere affinità reali.
Il titolo di Neo Stilnovista Ermetico assume valore se deriva da una valutazione critica e culturale.
Non dalla semplice adesione nominale.
L’autonomia resta intatta
Claudio Giulianelli rimane Claudio Giulianelli.
Il suo linguaggio non deve essere trasformato.
La sua ricerca non viene subordinata.
L’inquadramento neo stilnovista aggiunge una chiave di lettura.
Non elimina le precedenti.
Corrente e individualità
È questa la sfida di ogni movimento artistico serio.
Creare identità comune senza annullare le individualità.
Il Novecento è pieno di correnti nelle quali artisti profondamente differenti hanno condiviso alcuni principi.
La differenza non indebolisce necessariamente il gruppo.
Può rafforzarlo.
Un dialogo con il fondatore
Il riconoscimento inserisce inoltre Giulianelli in un dialogo più ampio con la ricerca di Carmelo Fabio D’Antoni, fondatore del Neo Stilnovismo Pittorico.
Le due poetiche non coincidono.
Ed è giusto così.
Ma possono incontrarsi su alcuni territori:
Dante,
figura femminile,
simbolo,
sacro,
bellezza,
memoria,
trasformazione dell’immagine in strumento di conoscenza.
È qui che il dialogo diventa culturalmente interessante.
Il Neo Stilnovismo non come stile unico
Questa nomina permette di chiarire un concetto fondamentale.
Il Neo Stilnovismo non deve essere interpretato come obbligo di dipingere tutti nello stesso modo.
Non è una formula tecnica.
È una matrice culturale.
Una visione.
L’estetica può cambiare.
Il nucleo concettuale rimane.
L’Ermetismo come ramo
All’interno di questa matrice, la ricerca di Giulianelli può costituire un ramo ermetico.
Il simbolo è dominante.
La lettura è stratificata.
La filosofia entra nella figura.
L’opera viene concepita come enigma aperto.
È una caratterizzazione chiara e riconoscibile.
Dalla figura al significato
Questa è probabilmente la sintesi più semplice.
In una pittura puramente figurativa vediamo una donna.
In una pittura simbolica chiediamo:
perché proprio quella donna?
Perché quella flûte?
Perché quella bolla?
Perché il sole?
Perché la luna?
Il significato nasce dal rapporto tra gli elementi.
La tela come sistema
L’opera diventa così un piccolo universo.
Ogni oggetto appartiene a una rete.
Nulla è completamente isolato.
È questo che permette alla pittura di acquisire profondità.
L’artista e lo spettatore
Giulianelli non completa interamente l’opera da solo.
Una parte viene completata dallo spettatore.
Non materialmente.
Interpretativamente.
È un principio estremamente fertile.
Guardare significa partecipare
L’osservatore deve scegliere.
Collegare.
Ricordare.
Immaginare.
Il quadro diventa esperienza.
Non semplice oggetto.
Tradizione e contemporaneità
Sarebbe inoltre sbagliato considerare Giulianelli un artista che vive esclusivamente nel passato.
La critica pubblicata sul suo sito insiste proprio sul fatto che il richiamo alla storia e al Medioevo non impedisce all’opera di parlare anche della contemporaneità e della condizione umana attuale.
Il passato è uno strumento.
Non un rifugio.
Simbolo antico, domanda contemporanea
Una bolla può essere rinascimentale nella memoria iconografica.
Ma la fragilità umana è contemporanea.
Un alambicco può evocare l’alchimia.
Ma il desiderio di trasformazione appartiene ancora a noi.
Beatrice appartiene a Dante.
Ma il bisogno di una figura capace di orientare interiormente l’uomo non è scomparso.
Il titolo come sintesi
Per questo la denominazione Artista Neo Stilnovista Ermetico appare particolarmente adatta.
Tre termini.
Tre livelli.
Artista, perché il centro resta la produzione individuale.
Neo Stilnovista, perché esiste un terreno culturale e poetico comune.
Ermetico, perché Giulianelli lo attraversa attraverso una lingua simbolica, filosofica e allegorica personale.
Una nuova tappa
Il riconoscimento segna quindi una nuova tappa.
Per Giulianelli.
Ma anche per la costruzione stessa del Neo Stilnovismo Pittorico.
Una corrente diventa più leggibile quando cominciano a emergere le sue diverse interpretazioni.
Il fondatore stabilisce una radice.
Gli artisti selezionati mostrano ciò che quella radice può generare.
La responsabilità del titolo
Ogni riconoscimento comporta anche una responsabilità culturale.
Un titolo non dovrebbe essere semplicemente utilizzato.
Deve essere sostenuto attraverso il lavoro.
Attraverso le opere.
Attraverso la coerenza.
Attraverso la ricerca.
Ed è proprio questa continuità a trasformare una denominazione in identità artistica reale.
Claudio Giulianelli nel Neo Stilnovismo
Da oggi il nome di Claudio Giulianelli può quindi essere letto anche attraverso questa nuova definizione:
Claudio Giulianelli – Artista Neo Stilnovista Ermetico.
Una formula che non sostituisce il suo percorso precedente.
Lo amplia.
Lo colloca dentro un dialogo culturale più vasto.
E riconosce formalmente una ricerca nella quale la figura non termina nella figura, la bellezza non termina nella bellezza e il simbolo non termina mai in una sola interpretazione.
Nella pittura di Claudio Giulianelli il visibile è soltanto la prima soglia: la donna, il simbolo, il paesaggio e l’allegoria diventano strumenti attraverso cui l’immagine cerca una conoscenza più profonda dell’uomo. È in questa dimensione che la sua ricerca incontra il Neo Stilnovismo Pittorico e ne assume la specifica declinazione ermetica.

