Da Ophelia a Mariana: il pittore che trasformò Medioevo, poesia e natura in una nuova idea di bellezza
Ci sono artisti che entrano nella storia per aver creato immagini memorabili.
E poi ci sono artisti che contribuiscono a cambiare il modo stesso in cui un’epoca guarda la pittura.
John Everett Millais appartiene a questa seconda categoria.
Fu uno dei fondatori della Pre-Raphaelite Brotherhood, nata nel 1848 insieme a Dante Gabriel Rossetti e William Holman Hunt, e rappresentò fin dall’inizio una delle personalità tecnicamente più straordinarie del gruppo.
Precocissimo.
Ambizioso.
Dotato di un talento quasi prodigioso.
Millais contribuì a costruire quella rivoluzione che avrebbe restituito alla pittura inglese il dettaglio, la luce, la natura, la letteratura e il senso morale dell’immagine.
Ma la sua storia è anche più complessa.
Perché Millais non rimase per tutta la vita preraffaellita nello stesso modo.
Cambiò.
E proprio questo cambiamento lo rende uno degli artisti più interessanti dell’Ottocento britannico.
Un talento precoce
Millais nacque nel 1829.
La sua abilità nel disegno fu evidente molto presto.
Entrò giovanissimo alla Royal Academy Schools, diventando uno degli studenti più giovani mai ammessi.
Questa formazione accademica gli fornì una tecnica eccezionale.
Ma proprio da quell’ambiente sarebbe nata anche la ribellione.

Contro l’Accademia
La giovane generazione di artisti percepiva la pittura accademica come eccessivamente convenzionale.
Formule.
Pose.
Gerarchie.
Composizioni ripetute.
L’arte rischiava di diventare maniera.
La risposta fu radicale.
Tornare indietro.
Prima di Raffaello.
Non per negare il Rinascimento.
Ma per recuperare una pittura più sincera.
Più luminosa.
Più precisa.
Più spirituale.
La nascita della Brotherhood
Nel 1848 Millais, Rossetti e Holman Hunt fondarono la Pre-Raphaelite Brotherhood.
A loro si unirono poi James Collinson, Frederic George Stephens, Thomas Woolner e William Michael Rossetti.
Sette membri.
Una sigla.
P.R.B.
E una volontà comune:
rinnovare l’arte britannica.
Una rivoluzione del dettaglio
Il Preraffaellismo voleva guardare il mondo direttamente.
Foglie.
Pietre.
Acqua.
Fiori.
Volti.
Tessuti.
Ogni elemento doveva possedere verità.
Millais fu forse il più straordinario interprete tecnico di questa esigenza.
La natura non come sfondo
Nelle sue opere giovanili la natura non serve semplicemente a riempire lo spazio.
È protagonista.
Ogni pianta può essere identificata.
Ogni foglia possiede una forma.
Ogni riflesso ha un peso.
Questa attenzione produce immagini di una densità impressionante.
Ophelia
È impossibile parlare di Millais senza parlare di Ophelia.
Realizzata tra il 1851 e il 1852, è diventata una delle immagini più celebri dell’intero Preraffaellismo.
Ofelia galleggia nell’acqua.
Le braccia aperte.
Il volto rivolto verso l’alto.
I fiori intorno.
La natura continua a vivere mentre lei sta morendo.
Shakespeare trasformato in pittura
Il soggetto deriva dall’Amleto.
Ma Millais non illustra semplicemente una scena.
Costruisce un’immagine autonoma.
La morte di Ofelia diventa:
bellezza,
natura,
tragedia,
silenzio.

Il momento tra vita e morte
È questo che rende il quadro così potente.
Ofelia non appare ancora completamente morta.
Ma non appartiene più pienamente alla vita.
È sospesa.
E la sospensione è più inquietante della morte stessa.
I fiori
I fiori non sono casuali.
Nel mondo vittoriano il linguaggio floreale possedeva un’enorme importanza simbolica.
Ogni specie poteva suggerire:
innocenza,
amore,
morte,
memoria,
fedeltà.
Il paesaggio diventa quindi un testo.
La natura indifferente
C’è anche qualcosa di profondamente moderno in Ophelia.
La natura continua.
L’acqua scorre.
Le piante crescono.
Gli alberi rimangono.
La tragedia umana non ferma il mondo.
È forse questa indifferenza a rendere l’immagine così dolorosa.
Elizabeth Siddal
Per la figura di Ofelia posò Elizabeth Siddal, una delle donne più celebri dell’ambiente preraffaellita.
La sua immagine è diventata quasi inseparabile dal mito del movimento.
Ma anche qui è importante ricordare che Siddal non fu soltanto modella.
Fu artista e poetessa.
La costruzione dell’immagine
Millais studiò attentamente il paesaggio dal vero.
Lavorò all’aperto.
Osservò vegetazione e acqua.
La precisione naturalistica è estrema.
Il risultato però non è freddamente documentario.
La natura diventa poesia.
Mariana
Un altro capolavoro fondamentale è Mariana.
Il soggetto deriva dalla poesia di Alfred Tennyson.
Una donna attende.
È sola.
Il suo corpo esprime stanchezza.
L’attesa è diventata prigionia.
La donna nell’interno
Qui il paesaggio esterno lascia spazio all’ambiente domestico.
Vetrate.
Tessuti.
Mobilio.
Colori.
Ogni elemento contribuisce alla condizione psicologica.
La stanza diventa quasi una seconda pelle.
L’attesa come dolore
Mariana non compie un’azione spettacolare.
Non fugge.
Non combatte.
Aspetta.
Ma l’attesa stessa diventa dramma.
È uno dei temi più forti della pittura preraffaellita.

Il corpo parla
La postura è essenziale.
La donna si inarca leggermente.
Sembra liberarsi per un istante dalla rigidità dell’attesa.
Un gesto piccolo.
Ma potentissimo.
Il colore
Millais utilizza colori intensi.
Blu.
Rosso.
Verde.
Oro.
Il colore non deve sembrare sporco o attenuato.
Deve essere limpido.
È una delle grandi rivoluzioni visive del primo Preraffaellismo.
La luce
La luce preraffaellita è spesso uniforme e chiara.
Non nasconde.
Mostra.
È una luce quasi analitica.
Molto diversa dal chiaroscuro drammatico di tradizione barocca.
The Order of Release
Con The Order of Release, Millais entra in una dimensione più narrativa e storica.
Una donna riceve il marito liberato.
Il momento è emotivo.
Ma ancora una volta la forza non deriva dall’eccesso.
Deriva dalla tensione.
La donna come protagonista
È significativo quanto spesso le donne abbiano un ruolo centrale nelle sue opere.
Ofelia.
Mariana.
Donne che attendono.
Donne che soffrono.
Donne che esistono dentro un conflitto.
Non sono semplicemente decorazioni.
Sono nuclei emotivi.
The Black Brunswicker
Con The Black Brunswicker, Millais affronta un altro tipo di dramma.
Una donna tenta di trattenere un uomo destinato alla guerra.
Amore e dovere entrano in conflitto.
È una struttura narrativa potentissima.
Il cavaliere moderno
Non siamo più nel Medioevo.
Ma il tema è quasi cavalleresco.
L’uomo deve partire.
La donna vorrebbe trattenerlo.
Onore e sentimento si scontrano.
È una versione moderna dello stesso archetipo.
Il Medioevo
Millais partecipò profondamente al medievalismo preraffaellita.
Non sempre attraverso scene storiche dirette.
Ma attraverso:
letteratura,
costume,
spiritualità,
simbolo.
Il Medioevo veniva percepito come un’epoca di maggiore integrità morale e artigianale.
La religione
La Brotherhood attribuiva grande importanza anche al soggetto religioso.
Ma voleva rappresentarlo in maniera più concreta.
Più umana.
Più vicina alla realtà.
Questo generò scandalo.
Christ in the House of His Parents
Una delle opere più controverse fu Christ in the House of His Parents.
La Sacra Famiglia viene rappresentata in un ambiente di lavoro.
Non idealizzata.
Non trasformata in corte celeste.
È una famiglia reale.
Lo scandalo
Per parte del pubblico vittoriano questa scelta apparve quasi offensiva.
Il sacro veniva mostrato troppo vicino all’umano.
Ma era proprio questo il punto.
Il Preraffaellismo voleva restituire verità.

Il sacro dentro la materia
Legno.
Polvere.
Corpo.
Lavoro.
Il divino entra nel quotidiano.
È una scelta profondamente coerente con la poetica del movimento.
Critica e ostilità
I primi Preraffaelliti furono attaccati duramente.
Il loro stile appariva strano.
Troppo dettagliato.
Troppo brillante.
Troppo diverso.
La sigla P.R.B. alimentava perfino sospetti e curiosità.
John Ruskin
Il grande critico John Ruskin intervenne in difesa del movimento.
Il suo sostegno fu importantissimo.
Ruskin vedeva nella loro attenzione alla natura una forma di verità morale.
Guardare bene significava quasi comportarsi bene.
“Truth to Nature”
La formula della verità alla natura divenne centrale.
Non idealizzare eccessivamente.
Non inventare formule.
Osservare.
La natura stessa diventa maestra.
Millais e Ruskin
Il rapporto tra Millais e Ruskin diventerà poi anche personale e complesso.
Durante un soggiorno in Scozia, Millais conobbe più profondamente Effie Gray, moglie di Ruskin.
Effie Gray
La vicenda di Effie Gray è una delle più note della cultura vittoriana.
Il matrimonio con Ruskin venne annullato.
Successivamente Effie sposò Millais.
La loro unione ebbe grande importanza nella vita del pittore.
Vita privata e leggenda
Questo episodio ha contribuito spesso a creare un’aura quasi romanzesca intorno all’artista.
Ma non dovrebbe oscurare la pittura.
Millais possedeva già una carriera straordinaria.
Il cambiamento
Con il passare degli anni il suo stile cambia.
È uno dei punti più controversi.
La precisione estrema del primo Preraffaellismo si attenua.
La pennellata diventa più libera.
I soggetti cambiano.
Tradimento o evoluzione?
Alcuni hanno interpretato questo passaggio come un abbandono degli ideali giovanili.
Ma la questione è più complessa.
Un artista non è obbligato a rimanere identico per tutta la vita.
Può evolvere.
Il successo
Millais divenne uno dei pittori più celebrati della Gran Bretagna.
Ritrattista richiesto.
Membro della Royal Academy.
Infine presidente della stessa istituzione contro cui, da giovane, aveva contribuito a ribellarsi.
È una parabola straordinaria.
Dal ribelle all’istituzione
Questo passaggio è quasi simbolico.
La rivoluzione diventa storia.
Il giovane ribelle diventa figura ufficiale.
Succede spesso nell’arte.
Ciò che inizialmente scandalizza viene successivamente assimilato.

La pittura cambia con l’artista
La maturità di Millais non possiede sempre la stessa radicalità preraffaellita.
Ma conserva una straordinaria capacità tecnica.
Il ritratto diventa sempre più importante.
Il ritratto
Nei ritratti maturi emerge un altro Millais.
Più sobrio.
Più diretto.
Meno decorativo.
L’attenzione si concentra sul carattere.
La persona
Un grande ritratto non deve soltanto assomigliare.
Deve dare l’impressione che la persona esista.
Millais aveva questa capacità.
Il successo commerciale
Divenne anche un artista economicamente molto affermato.
Questo elemento ha talvolta influenzato il giudizio critico.
Il successo commerciale viene spesso guardato con sospetto.
Ma mercato e qualità non sono necessariamente opposti.
Il pubblico
Millais comprendeva il pubblico.
Sapeva costruire immagini emotivamente potenti.
E questa capacità contribuì enormemente alla sua fama.
Bubbles
Tra le opere più popolari della maturità compare Bubbles.
Un bambino osserva una bolla di sapone.
Immagine semplice.
Ma la bolla porta con sé un simbolo antichissimo.
Fragilità.
Infanzia.
Tempo.
Vita.
La bolla
Ancora una volta un oggetto piccolo contiene una filosofia.
La bolla è perfetta.
Ma dura pochissimo.
È una metafora della condizione umana.
L’arte popolare
La grande diffusione di alcune sue immagini contribuì a trasformarle in icone popolari.
Questo dimostra quanto sottile possa essere il confine tra arte colta e cultura di massa.
Millais e la modernità
È facile pensarlo come pittore di un mondo lontano.
Ma molte sue intuizioni sono sorprendentemente moderne.
Il primo piano.
La fotografia mentale.
La costruzione narrativa.
La precisione quasi cinematografica.
Ophelia e il cinema
Non è difficile capire perché Ophelia continui a influenzare fotografia, moda e cinema.
La composizione è immediatamente memorabile.
Una figura.
Acqua.
Fiori.
Orizzontalità.
Silenzio.
È quasi uno storyboard perfetto.
L’immagine che sopravvive
Un capolavoro non appartiene soltanto al proprio tempo.
Viene copiato.
Citato.
Reinterpretato.
Trasformato.
È proprio questa capacità di sopravvivere che distingue alcune immagini.
La donna preraffaellita
Millais contribuì enormemente alla costruzione dell’immaginario femminile preraffaellita.
Ma rispetto a Rossetti, le sue figure sono spesso più inserite in una narrazione.
Rossetti tende all’icona.
Millais tende al momento.
Il momento decisivo
È una differenza importante.
Ofelia sta morendo.
Mariana sta aspettando.
La donna del Black Brunswicker sta trattenendo.
Esiste sempre una tensione temporale.
Prima e dopo
Il quadro ci costringe a immaginare ciò che è accaduto prima.
E ciò che accadrà dopo.
È questa una delle grandi forze della pittura narrativa.
Il dettaglio come tempo
Ogni dettaglio rallenta lo sguardo.
Più elementi osserviamo, più a lungo rimaniamo davanti all’opera.
Il dettaglio produce tempo.
La precisione come emozione
È interessante.
La precisione viene spesso considerata fredda.
Millais dimostra il contrario.
Un dettaglio può intensificare l’emozione.
La vegetazione di Ophelia rende la tragedia più reale.
L’acqua
L’acqua di Ophelia è particolarmente importante.
Riflette.
Avvolge.
Sostiene.
E infine inghiotte.
È quasi un personaggio.
Vita e morte
Fiori vivi.
Donna morente.
Acqua in movimento.
Il quadro è costruito sull’opposizione.
La vita continua mentre un individuo scompare.
La bellezza della tragedia
Qui nasce anche una questione difficile.
Può la morte essere bella?
La pittura ottocentesca affronta spesso questo problema.
L’arte non rende bella la morte.
Rende visibile la sua dimensione poetica.
La morte romantica
Ofelia appartiene a una lunga tradizione di figure tragiche.
Giovani.
Belle.
Perdute.
Ma Millais evita una rappresentazione puramente sentimentale.
La natura dà all’immagine una concretezza quasi inquietante.
La disciplina
Dietro tutto questo esiste una disciplina enorme.
Ore.
Studi.
Disegni.
Osservazione.
La grande pittura romantica non nasce dall’ispirazione improvvisa.
Nasce anche dal lavoro.
Il mito del genio
Millais era certamente dotato.
Ma il talento da solo non spiega tutto.
La tecnica deve essere costruita.
Il Preraffaellismo come scuola dello sguardo
È forse questa una delle eredità più importanti del movimento.
Imparare a guardare.
Non vedere genericamente “un albero”.
Vedere ogni foglia.
Non vedere “un vestito”.
Vedere ogni piega.
Guardare è conoscere
Questa idea possiede una dimensione quasi filosofica.
Più precisamente vediamo il mondo, più profondamente possiamo comprenderlo.
Bellezza e verità
Per i Preraffaelliti queste due parole erano strettamente connesse.
La bellezza non doveva nascere dalla falsificazione.
Doveva emergere dalla verità.
L’idealizzazione
Eppure le loro opere sono anche profondamente idealizzate.
È una contraddizione apparente.
La natura è precisa.
Ma il mondo complessivo è poetico.
È proprio questa combinazione a creare il loro stile.
Realtà e sogno
Foglie reali.
Acqua reale.
Volti reali.
Ma una scena che sembra sogno.
È forse questa la formula segreta del primo Preraffaellismo.
Millais e il Medioevo ideale
Anche quando non dipinge direttamente cavalieri e castelli, la sensibilità medievale rimane presente.
Nella letteratura.
Nel simbolo.
Nel senso morale.
Nell’attenzione artigianale.
La pittura come oggetto prezioso
Una tela preraffaellita può essere osservata quasi come una miniatura ingrandita.
Ogni parte merita attenzione.
La superficie
Non esiste una zona completamente trascurata.
Questo produce una densità visiva straordinaria.
Il rischio dell’eccesso
Naturalmente una pittura così dettagliata può diventare eccessiva.
Ma nei capolavori di Millais l’equilibrio rimane fortissimo.
L’occhio non sa dove fermarsi
Ed è proprio questa ricchezza a rendere le opere così adatte all’osservazione dal vivo.
Una riproduzione non può restituire completamente la materia.
La reputazione moderna
Oggi Millais è riconosciuto come una figura centrale della pittura britannica dell’Ottocento.
Non soltanto per Ophelia.
Ma per il ruolo storico nella nascita del Preraffaellismo.
Il problema del capolavoro unico
Quando un’opera diventa troppo famosa, rischia di nascondere tutto il resto.
È accaduto a Millais.
Molti conoscono Ophelia.
Molti meno conoscono la complessità della sua produzione.
Oltre Ophelia
Per capire davvero Millais bisogna guardare anche:
Mariana.
Christ in the House of His Parents.
The Order of Release.
The Black Brunswicker.
I ritratti maturi.
Solo così emerge l’artista completo.

Un pittore che attraversa l’Ottocento
Millais non appartiene a una sola fase.
Attraversa decenni di trasformazioni.
Questo lo rende quasi una sintesi della pittura britannica vittoriana.
Giovinezza e maturità
Rivoluzione.
Successo.
Istituzione.
Sono tre parole che descrivono la sua carriera.
Il prezzo del cambiamento
Ogni evoluzione comporta una perdita.
Il Millais maturo perde qualcosa della radicalità giovanile.
Ma guadagna altre qualità.
Non esiste una sola autenticità
Essere autentici non significa rimanere uguali.
Significa essere coerenti con il proprio percorso.
La grandezza di Millais
La grandezza sta proprio nella capacità di essere stato:
fondatore,
innovatore,
narratore,
ritrattista,
artista ufficiale.
Pochi pittori possono vantare una traiettoria simile.
Il giovane ribelle rimane
Eppure, nonostante tutto, quando pensiamo a Millais torniamo sempre al giovane artista.
Quello che dipinge foglie una per una.
Quello che mette Ofelia nell’acqua.
Quello che trasforma l’attesa di Mariana in colore.
È lì che nasce il mito.
Il Preraffaellismo prima di diventare leggenda
In quelle opere possiamo ancora vedere il movimento quando era giovane.
Quando non era ancora una categoria da manuale.
Era rischio.
Scandalo.
Ambizione.
La bellezza come rivoluzione
Oggi le immagini preraffaellite possono sembrare eleganti.
Perfino decorative.
Ma all’origine furono una rottura.
La bellezza può essere rivoluzionaria quando rifiuta le convenzioni dominanti.
L’eredità
Millais ha lasciato molto più di una serie di quadri.
Ha contribuito a creare un immaginario.
Ancora oggi riconosciamo immediatamente una figura preraffaellita.
Capelli.
Fiori.
Medioevo.
Acqua.
Sguardo.
È una lingua visiva.
Perché raccontarlo su Ars Magistris
Perché Millais rappresenta esattamente il punto in cui:
storia dell’arte,
poesia,
tecnica,
figura,
natura,
narrazione
si incontrano.
È uno dei grandi maestri che permettono di capire perché il Preraffaellismo continui ad affascinare.

Il pittore che rese visibile la poesia
Forse questa è la formula più adatta.
Millais non si limita a rappresentare Shakespeare o Tennyson.
Trasforma la letteratura in immagine.
La parola diventa:
acqua,
fiore,
tessuto,
volto,
luce.
Ed è proprio questo passaggio a rendere immortali le sue opere.
John Everett Millais trasformò il dettaglio in verità e la poesia in immagine. Nelle sue opere la natura osservata con precisione diventa teatro dell’anima, e la bellezza preraffaellita acquista la forza di una rivoluzione.

